La storia di Chieuti non può essere separata da quella del suo Santo Patrono, San Giorgio Martire, festeggiato ogni anno il 23 aprile. Si racconta che il culto per San Giorgio sia stato preesistente la venuta degli albanesi in questo centro e, certamente, con il loro arrivo, ha acquistato maggiore risalto, visto che è da sempre anche il protettore dell’Albania. È stato scelto come unico soccorritore nella difesa della fede e della cultura cristiana, contro i continui attacchi del mondo islamico, già dal 1500, con l’inizio delle crociate. La legenda di San Giorgio Martire narra che salvò una giovane principessa dalle grinfie di un mostro, che da tempo terrorizzava i cittadini dell’antica Selem; alla fine il male, rappresentato dal mostruoso drago, venne portato fuori dalla città su di un carro trainato dai buoi. Per questo carri, buoi, draghi, cavalieri ritornato nei riti tradizionali legati a San Giorgio, che si rinnovano ogni anno tra la comunità chieutina.
La comunità chieutina rende omaggio al suo Santo Patrono attraverso tre simboli: l’alloro, il tarallo, la corsa dei buoi, durante la “carrese”, legata al Palio di San Giorgio. I festeggiamenti iniziano il 21 aprile, giornata caratterizzata da tre momenti importanti. Si inizia con la “giornata dell’alloro”: le quattro contrade entrano in città con i carri trainati dai buoi, pieni di grossi rami di alloro, che verranno portati in chiesa, benedetti e offerti Santo e distribuiti a tutta la popolazione, che a sua volta lo esporrà davanti la propria abitazione in segno di protezione. Il secondo momento è l’”offerta del tarallo”: una famiglia, a turno ogni anno, deve preparare un tarallo con il caglio del latte. In questo giorno si recano presso l’abitazione le autorità e i cittadini: il padrone di casa, accompagnato dagli altri, porta in processione il tarallo, di circa 80 kg., sino alla chiesa. Qui, come terzo momento, ci sarà la celebrazione eucaristica con la benedizione dei bambini vestiti da San Giorgio. Il giorno seguente, il 22 aprile, si svolge “Il Palio di San Giorgio Martire”: le quattro contrade partecipanti alla corsa si avviano verso la chiesa per la “Messa dei Carrieri”; dopo la celebrazione il sindaco procede “all’estrazione della Cartella”, ossia all’ordine di partenza dei carri. Poi la benedizione dei carri e l’avvio del Palio con la corsa dei buoi. La giornata termina con i festeggiamenti del carro vincitore. Il 23, ricorrenza di San Giorgio, si svolge la processione del simulacro per le vie del paese: i carrieri e i cavalieri della contrada vincitrice del palio hanno l’onore di portare in processione la statua di San Giorgio, indossando il tipico “Fez”, un copricapo rosso con il fiocco del colore della propria contrada. Infine il 24 nella casa che ha prodotto il tarallo, si procede alla divisione dello stesso, in tanti piccoli pezzi, distribuiti alla popolazione.