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Storia di Vita Popolare

Storia di Vita Popolare (5)

La vita popolare è sempre stata scandita da fasi ed eventi, che ne hanno segnato i momenti salienti, i riti di passaggio, da uno status sociale all’altro. In particolare nel passato veniva data molta importanza ai diversi passaggi, in particolare dalla nascita alla maturità: la nascita, l’infanzia e la crescita di un bambino veniva seguita con molta attenzione, così come il lavoro, il matrimonio e la morte; tutte tappe che venivano contraddistinte da azioni o celebrazioni particolari.
 

Categorie figlie

L'Infanzia (1)

I bambini crescevano tutti insieme in casa oppure nella strada. Il luogo d’intrattenimento principale per i tutti era la cucina, che in realtà, all’occorrenza, diventava soggiorno, salotto e luogo di studio, soprattutto durante i mesi invernali. Nel momento in cui i più piccoli, con la loro vivacità di bimbi, iniziavano ad intralciare le attività domestiche delle mamme, venivano mandati al “parco giochi” e cioè in strada, davanti la porta della propria abitazione. Già, perché un tempo si abitava in casa a pian terreno e poi la strada era molto più sicura dei tempi attuali, innanzitutto per l’assenza delle macchine e dei motorini e poi perché la vita trascorreva in modo molto più tranquillo.
Pochi erano i bambini che frequentavano la scuola elementare; alcuni venivano mandati presso l’abitazione di alcune donne, che organizzavano delle piccole scuole private; un gran numero di bimbi, appartenuti alle famiglie più povere, veniva ben presto avviato al lavoro, anche prima dei dieci anni. Per tutti arrivava il momento di giocare: ci si organizzava in strada con tanta fantasia e qualsiasi oggetto era buono per divertirsi, dei sassolini, un cerchio di bicicletta senza gomma, delle mazze di legno.  

L'istruzione

I giochi

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Il Matrimonio (1)

In tempi passMatrimonio celebrato nel 1919ati, l’uomo e la donna arrivavano a convogliare a giuste nozze, dopo una serie di attese, ammiccamenti, sguardi, colloqui. Il primo passo era individuare la propria compagna o il proprio compagno di vita: poi, per mesi e mesi, l’uomo aspettava che la donna decidesse cosa fare; nel caso di risposta positiva iniziava un lungo corteggiamento da parte dell’uomo, fino al momento in cui si pensava all’ambasciata, ossia alla proposta ufficiale di matrimonio, che veniva portata alla famiglia della ragazza.
Allora il desiderio nei giovani di metter su famiglia avveniva il più presto possibile: già all’età di quindici o sedici anni, ragazzi e ragazze erano pronte ad affrontare un matrimonio ed a metter su famiglia; solitamente per le femmine questa era l’età giusta, ormai avevano imparato tutti i segreti dell’attività domestica e sapevano come accudire figli e marito; i maschi avevano terminato il servizio militare, avevano raggiunto una certa maturità e avevano acquistato una maggiore responsabilità. In molti casi i ragazzi volevano sposarsi , perché la vita in famiglia diveniva difficile da svolgersi, per mancanza di spazi nelle case, visto il numero elevato della prole. Le figlie minori, inoltre, affinavano tutte le arti e le astuzie per trovarsi un fidanzato e, scavalcare almeno in questo, le sorelle più grandi: le più piccole, infatti, dovevano aspettare che le altre si sposassero prima; alcune volte, esse erano costrette a scappare con il proprio fidanzato, compivano la cosi detta fuitina,
Matrimonio celebrato nel 1955pur di non aspettare che le sorelle maggiori avessero contratto matrimonio.
La possibilità di incontro tra un ragazzo ed una ragazza erano molto limitate, anche
perché solitamente i primi trascorrevano le giornate a lavoro, soprattutto nei campi, le altre dovevano restare chiuse in casa, per aiutare le mamme nelle faccende domestiche: avevano la possibilità di uscire di casa soltanto la domenica, per recarsi a messa, ma sempre accompagnate dai famigliari oppure in caso di una festa; le ragazze non potevano neppure affacciarsi troppo al balcone o alla finestra, altrimenti si guadagnavano l’appellativo di sfacciate.


Tempi e modi di approccio tra lui e lei

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Venerdì, 09 Maggio 2014 14:47

Storia di Vita Popolare

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Venerdì, 09 Maggio 2014 14:46

La Casa

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Venerdì, 09 Maggio 2014 14:44

Il Funerale

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Venerdì, 09 Maggio 2014 14:42

Il Matrimonio

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Matrimonio celebrato nel 1919

In tempi passati, l’uomo e la donna arrivavano a convogliare a giuste nozze, dopo una serie di attese, ammiccamenti, sguardi, colloqui. Il primo passo era individuare la propria compagna o il proprio compagno di vita: poi, per mesi e mesi, l’uomo aspettava che la donna decidesse cosa fare; nel caso di risposta positiva iniziava un lungo corteggiamento da parte dell’uomo, fino al momento in cui si pensava all’ambasciata, ossia alla proposta ufficiale di matrimonio, che veniva portata alla famiglia della ragazza.
Allora il desiderio nei giovani di metter su famiglia avveniva il più presto possibile: già all’età di quindici o sedici anni, ragazzi e ragazze erano pronte ad affrontare un matrimonio ed a metter su famiglia; solitamente per le femmine questa era l’età giusta, ormai avevano imparato tutti i segreti dell’attività domestica e sapevano come accudire figli e marito; i maschi avevano terminato il servizio militare, avevano raggiunto una certa maturità e avevano acquistato una maggiore responsabilità. In molti casi i ragazzi volevano sposarsi , perché la vita in famiglia diveniva difficile da svolgersi, per mancanza di spazi nelle case, visto il numero elevato della prole. Le figlie minori, inoltre, affinavano tutte le arti e le astuzie per trovarsi un fidanzato e, scavalcare almeno in questo, le sorelle più grandi: le più piccole, infatti, dovevano aspettare che le altre si sposassero prima; alcune volte, esse erano costrette a scappare con il proprio fidanzato, compivano la cosi detta fuitina,

Matrimonio celebrato nel 1955

pur di non aspettare che le sorelle maggiori avessero contratto matrimonio.
La possibilità di incontro tra un ragazzo ed una ragazza erano molto limitate, anche
perché solitamente i primi trascorrevano le giornate a lavoro, soprattutto nei campi, le altre dovevano restare chiuse in casa, per aiutare le mamme nelle faccende domestiche: avevano la possibilità di uscire di casa soltanto la domenica, per recarsi a messa, ma sempre accompagnate dai famigliari oppure in caso di una festa; le ragazze non potevano neppure affacciarsi troppo al balcone o alla finestra, altrimenti si guadagnavano l’appellativo di sfacciate.


Tempi e modi di approccio tra lui e lei

Venerdì, 09 Maggio 2014 14:40

L'Infanzia

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I bambini crescevano tutti insieme in casa oppure nella strada. Il luogo d’intrattenimento principale per i tutti era la cucina, che in realtà, all’occorrenza, diventava soggiorno, salotto e luogo di studio, soprattutto durante i mesi invernali. Nel momento in cui i più piccoli, con la loro vivacità di bimbi, iniziavano ad intralciare le attività domestiche delle mamme, venivano mandati al “parco giochi” e cioè in strada, davanti la porta della propria abitazione. Già, perché un tempo si abitava in casa a pian terreno e poi la strada era molto più sicura dei tempi attuali, innanzitutto per l’assenza delle macchine e dei motorini e poi perché la vita trascorreva in modo molto più tranquillo.
Pochi erano i bambini che frequentavano la scuola elementare; alcuni venivano mandati presso l’abitazione di alcune donne, che organizzavano delle piccole scuole private; un gran numero di bimbi, appartenuti alle famiglie più povere, veniva ben presto avviato al lavoro, anche prima dei dieci anni. Per tutti arrivava il momento di giocare: ci si organizzava in strada con tanta fantasia e qualsiasi oggetto era buono per divertirsi, dei sassolini, un cerchio di bicicletta senza gomma, delle mazze di legno.  

L'istruzione

I giochi