Il primo passo per il giovane, pronto al grande passo del fidanzamento prima e del matrimonio poi, era di notare una ragazza: questo poteva avvenire in strada, in chiesa oppure presso l’abitazione stessa della donna. Nella seconda fase i due giovani dovevano far incrociare i loro sguardi: questo serviva all’uomo per capire quali fossero le intenzioni di lei. Diversi erano i casi: se il ragazzo aveva intravisto la sua fortunata dietro la finestra della casa di lei, doveva aspettare, defilato, nelle vicinanze, almeno per cinque o dieci minuti: se la ragazza usciva di nuovo, senza guardare l’altro direttamente, era un segno positivo; a questo punto cominciava il corteggiamento, lento e graduale, che poteva durare mesi ed anni.
Nel caso in cui il giovane aveva notato la donzella per strada o in chiesa, doveva, nel primo caso seguirla a debita distanza, mentre nel secondo, fermarsi dietro di lei in una posizione leggermente defilata. Il gradimento da parte della ragazza veniva espresso con un’occhiata distratta verso di lui oppure con un giro del capo: al ragazzo non restava che seguirla per scoprire la sua abitazione.
I segni successivi a questi momenti erano diversi: lo sguardo diretto prima breve e poi lungo, da parte di lei verso di lui; affacciarsi ripetutamente durante lo svolgimento delle faccende domestiche, mentre stendeva il bucato; quando la ragazza sapeva della presenza di lui nelle vicinanze della sua abitazione, dava spesso un’occhiata alla strada. In seguito cominciavano a vedersi dei segnali più concreti sia da parte di lui che da parte di lei: a questo punto sia il vicinato sia le famiglie iniziavano a capire il rapporto che iniziava ad instaurarsi tra i due ragazzi. Lei, ormai, conosceva bene gli orari di arrivo nei pressi della sua abitazione del suo spasimante, solitamente di sera: a questo punto doveva affacciarsi per pochi attimi, l’uomo si avvicinava, la salutava e le parlava di qualsiasi cosa; l’altra arrossiva e pregava il ragazzo di allontanarsi, per non essere vista dai genitori o dai vicini. Col passare del tempo, questo colloquio diventava sempre più lungo e poteva essere caratterizzato anche da un contatto fisico tipo una stretta di mano, una carezza o un bacio: i due ragazzi diventavano fidanzati non ufficiali e questo stato poteva durare anche mesi; poi, in un momento particolare, come la prospettiva di un raccolto favorevole, si organizzava l’ambasciata, ossia la proposta ufficiale di matrimonio. Il ragazzo, con la sua famiglia, si recava a casa della ragazza per le presentazioni ufficiali dei ragazzi alle famiglie e dei componenti.