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Martedì, 06 Settembre 2016 15:44

Carlo D'Angio e il Gargano: un legame davvero speciale

Carlo D'Angio, protagonista della musica popolare Carlo D'Angio, protagonista della musica popolare
Un uomo del Sud che guardava però all’Italia intera: per questo era grande Carlo D’Angiò scomparso all'età di 70 anni per un male incurabile. Il Sud perde così un’altra colonna della musica popolare e tradizionale.
Fondatore verso la metà degli anni ’60, con Eugenio Bennato, Roberto De Simone e Giovanni Mauriello della Nuova Compagnia di Canto Popolare, gruppo folk nato con l’intento di riproporre l’autentica musica della tradizione popolare. Nel ’72, il gruppo incluse nell’album "Lo Guarracino" col titolo improprio di Tarantelle del Gargano, il più celebre sonetto del repertorio di Andrea Sacco, Accome j’eia fa’ p’ama ‘sta donne“ cantato proprio da Carlo D’Angiò, che, nel 1976, dopo aver lasciato NCCP e fondato il gruppo "Musicanova" con Eugenio Bennato, reinterpretò lo stesso brano con il titolo "Montanara", nell’album “Garofano d’Amore”. L’album, che conteneva altri esempi di sonetti, oltre a una "pizzica tarantata" nello stile di Luigi Stifani, contribuì alla conoscenza e alla diffusione del tradizionale repertorio delle serenata del Gargano con un particolare legame ai Cantori di Carpino.
Forte fu il suo legame con il nostro territorio. Nel 2012 fu a Carpino, ospite del Folk Festival: è stato bello rivederlo e ascoltare dalla sua voce la "tarantella del Gargano" che amava tanto. L’anno prima, l’11 settembre, a Napoli, cantò “Ninna Nanna”, con il maestro Antonio Piccininno. Ultima sua apparizione alla presentazione a Napoli, dell’album degli Almanegretta “Ennenne”. Da solista ci lascia un importante album, “Viva il Sud”, dove ha rivisitato la musica popolare alla “ricerca di un nuovo stile popolare” come amava dire nelle rare interviste rilasciate. La musica popolare italiana perde così uno dei suoi protagonisti.