carlantini
Sabato, 26 Settembre 2015 10:01

Pellegrinaggio, l'antico rituale nel nome di San Michele

Pellegrini a Monte S.Angelo (Inizio '900) Pellegrini a Monte S.Angelo (Inizio '900)

Si chiamano "compagnie" e sono composte da pellegrini che ogni anno, il 28 e 29 settembre, solcano le strade del Gargano per raggiungere la Grotta-Basilica di Monte Sant'Angelo. Un gesto che è anche un rituale ormai consolidato nella vita di tanti fedeli che celebrano questo momento nel solco di una tradizione plurisecolare. E la ricorrenza dedicata all'Arcangelo è quasi una data istituzionale in cui iniziare i percorsi della fede lungo le strade della "montagna del sole" da sempre percorse da fiumane di fedeli. E' il momento dettato dalle consuetudini che si ripetono e che ripropongono quelle tradizioni che il tempo e la globalizzazione non sono riusciti a scalfire. Nella vita dell'uomo ci sono altri momenti particolari che vengono dedicati al pellegrinaggio. Uno su tutti è il mese di maggio, periodo per antonomasia dei grandi spostamenti religiosi, e poi la ricorrenza di San Michele che si celebra in questi giorni. Tra le "compagnie" che più delle altre assicurano ancora "vitalità" a questo fenomeno ci sono quelle di Potenza, Boiano, Atino, Bitonto, San Marco in Lamis, Vieste e Manfredonia. Prima c'erano cavalli, muli e asini, ora si viaggia con pullman "piumati" che poi lasciano spazio all'ultimo tratto fatto a piedi.
Il santuario di San Michele è stato sempre un grosso attrattore per i pellegrini di tutta Europa sin dall'Alto Medioevo. Fu allora che la Grotta, tanto legata alla presenza dei Longobardi e degli Angioini poi, si inserì lungo la direttrice per la Terra Santa, divenendo tappa intermedia dell'itinerario devozionale e penitenziale tipico di quell'epoca, che si svolgeva secondo il trinomio salvifico "Homo" (Roma, tomba degli apostoli Pietro e Paolo), "Angelus" (Gargano, Grotta di San Michele), "Deus" (Gerusalemme, sepolcro di Gesù).
Un movimento con presenze immani per l'epoca con pellegrini provenienti che giungevano sul Gargano dalla Francia, dalla Germania, dalla Spagna, dalle Isole britanniche. Tra le tappe prestabilite del rituale mai scritto ma tramandato da generazioni c'era anche la visita alla Grotta di Monte Sant'Angelo.
Una vera e propria "autostrada" per pellegrini era l'antica "via sacra langobardorum", ora ripercorsa dalla statale "272" che da San Severo porta a Monte Sant'Angelo. Lungo questo tragitto furono edificati numerosi monasteri, chiese e ricoveri per i pellegrini: Santa Maria di Stignano; San Giovanni in Lamis (ora San Matteo); San Giovanni Rotondo; Sant'Egidio; San Nicola al Pantano; San Leonardo di Siponto.
E nel 2015 la storia si ripete. I pellegrini tornano...