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Domenica, 12 Luglio 2015 09:30

Culto della Madonna del Carmine, antichi rituali mai persi

Uno scapolare Uno scapolare
Un culto antico, praticato e osservato in quasi tutti i Comuni della Capitanata. E' quello della Madonna del Carmine che affonda le sue origini nel '600, quando, in più Comuni della provincia, iniziano a nascere Ariconfraternite o Congregazioni volute da Mastri Fabbricatori, oggi chiamati muratoriche celebrano la ricorrenza il 16 luglio. Tanto che a Foggia e anche nelle altre comunità la Madonna del Carmine viene ritenuta la Patrona dei muratori. Al punto che in ogni famiglia di questa categoria di artigiani una figlia doveva chiamarsi Carmela.
La Madonna del Carmine è venerata anche con il titolo di Santa Maria del Carmelo: riferimento che trae origine dal Monte Carmelo, in Galilea. Qui nacque un ordine monastico dedito alla meditazione e alla preghiera, il quale, in seguito alle persecuzioni, migrò sulle sponde del Mediterraneo. Una ulteriore diffusione si ebbe sotto il priorato di San Simone Stock il quale riformò la regola facendo diventare l’ordine mendicante. Il 16 luglio 1251, il religioso ebbe in visione la Vergine che gli affidò lo scapolare carmelitano: chiunque l’avesse indossato sarebbe stato libero dalle tribolazioni del Purgatorio il sabato successivo alla sua morte. Scapolare (una sacca che contenente santini o "abitini") che continua a essere utilizzato dai Confratelli e Consorelle delle varie Congregazioni durante le processioni e i riti ufficiali