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Gli appuntamenti
Domenica, 20 Settembre 2015 13:21

Storie di emigranti raccontate da giovani scrittori

Giovani autori crescono nel solco della tradizione. Il lavoro di ricerca “La storia di nonna Rina. Da Cagnano Varano a Londra”, realizzato da Jessica Coccia della VB Cat dell'Istituto superiore "Del Giudice di Rodi Garganioco, e che è stato presentato con un videoclip, ha vinto il primo premio della sezione “ragazzi” (Storie vere di una scuola fantastica) del Concorso letterario nazionale “Il Rovo”, organizzato dall’Associazione “Capojale”. Alla premiazione di Cagnano Varano era presente nonna Rina, con le sue figlie e la nipote Jessica che ha raccontato così la sua storia “migrante”.

Venerdì, 18 Settembre 2015 13:10

Mungitori garganici "doc" all'assalto del titolo mondiale

In tre al campionato mondiale di mungitura per difendere la cultura pastorale del Gargano. E' questa l'obiettivo che accomuna i tre allevatori garganici che, nel prossimo fine settimana, precisamente il 20 settembre, parteciperanno al campionato mondiale di mungitura in  programma in Val Brembana, in provincia di Bergamo. "Assalto" al titolo lanciato da Mario Vocale (S.Nicandro Garganico), Donato Iacovelli e Giuseppe Tarantino (Cagnano Varano). Il primo ci proverà con la sua vacca podolica (animale che cresce allo stato semi-brado nei pascpoli della "montagna del sole", gli altri due con vacche della razza "bruna alpina" messe a disposizione dagli organizzatori.

Un'occasione per parlare della cultura pastorale del promontorio. Autentica nicchia di tradizione popolare che, per millenni, ha legato gli allevatori al Territorio e che ora rischia di essere schiacciata e cancellata dalla globalizzazione nelle vesti dell'industria casearia. Ognuno di loro è detentore dell'antico sapere delle mani tramandato da generazione in generazione continuando a praticare un mestiere tanto antico quanto difficile e duro. In Val Brembana ci andranno per dire che il mondo pastorale garganico è vivo.

Venerdì, 04 Settembre 2015 16:39

Il Gargano dei briganti tra contadini e braccianti

"Contadini e braccianti nel Gargano dei briganti" è il titolo del libro di Michele Eugenio Di Carlo che sarà presentato a Poggio Imperiale il 5 settembre (ore 19, sala Teatro in via Oberdan. Un argomento quantomai interessante in un momento in cui il fenomeno dei braccianti - e con le problematiche relative - è molto attuale. Oltre a quella dell'autore, prevista anche la relazione di Antonietta Zangardi e gli interventi degli autori Saverio Cioce e Giuseppe Lucera. La serata sarà allietata dai brani e dai versi di Stefania Cristino, accompagnata da Primiano Schiavone e Gino Maselli, e di Rossella Gravina, Titti Romano e Nicla Simeone.

Mercoledì, 02 Settembre 2015 16:07

Gli Ebrei di S.Nicandro aprono le porte della loro tradizione

La comunità ebraica di San Nicandro Garganico s'appresta a vivere la Giornata europea della propria cultura religiosa. Domenica 6 settembre, torna il tradizionale appuntamento coordinato e promosso in Italia dall'Unione delle comunità italiane di questa religione, che invita a scoprire il patrimonio culturale ebraico. Per l'occasione a San Nicandro sono previste visite guidate,in via Gargano 88), dalle 9.30 alle 12.30, con esposizione di documenti e foto d'epoca della comunità locale. Una guida illustrerà le vicende storiche degli Ebrei sannicandresi, dal fondatore Donato Manduzio ai giorni nostri. Info tel. 0882 475151, email: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .
Quella delle tradizioni religiose è una delle forme culturali più interessanti del Gargano. Anche se si tratta di tracce storiche abbastanza recenti come quella della comunità ebraica di San Nicandro Garganico sviluppatasi alla fine del 1920 con la conversione di Donato Manduzio reduce della Prima Guerra Mondiale che poi riunì un certo numero di suoi paesani. Manduzio iniziò a stabilire contatti con gli Ebrei scampati alle persecuzioni naziste. I rapporti furono dapprima infruttuosi e in certi momenti anche conflittuali, ma infine condussero questa piccola comunità verso una piena integrazione. Nel 1946, il Tribunale Rabbinico di Roma accolse ufficialmente gli adepti, primo passo verso la successiva circoncisione di 13 uomini. Tra il 1948 e il 1950, la maggior parte degli Ebrei di San Nicandro, una settantina tra uomini e donne, si trasferì in Israele dove i discendenti di quei convertiti vivono tuttora con le loro famiglie A San Nicandro rimasero quattro donne, tra cui la moglie di Manduzio. Attualmente la comunità ebraica del centro garganico conta una cinquantina di praticanti.
Comunità che, nel marzo del 2014, ha festeggiato l'ingresso del "Sefer Torah" nel suo luogo di preghiera in via Gargano. Con questo termine della tradizione religiosa ebraica, si indicano i rotoli su cui viene trascritta la "Torah", il riferimento più importante della tradizione ebraica. Considerato il carattere sacro del contenuto dei rotoli, esso viene scritto a mano dai rabbini o "Soferim", che, se necessario, verificano anche l'assenza di errori. Quando una lettera sbiadisce o si cancella, il Sefer Torah deve essere corretto ma se c'è un errore di trascrizione il Sefer diviene inutilizzabile. Durante la lettura dei rotoli si utilizza un bastoncino per portare il segno poiché è vietato toccare i rotoli a mani nude. Il "Sefer Torah", anche durante i trasferimenti, è custodito in una struttura di legno e inserito in una stoffa pregiata.
Giovedì, 27 Agosto 2015 06:25

Matteo Salvatore e il suo "mondo" ancora così attuale

Il 27 agosto del 2005, in un basso di via Capozzi 16, moriva a Foggia Matteo Salvatore, il cantastorie di Apricena, dove nacque il 16 giugno 1925. Una delle figure più interessanti ed emblematiche della cultura popolare di Capitanata e dell'Italia del Sud, conosciuta e apprezzata dai grandi artisti e letterati del suo tempo. Un anniversario, quello di oggi, passato in sordina e dimenticato da tutti - come si legge sula "Gazzetta del Mezzogiorno" in edicola - ma che comunque non p far calare il sipario su un artista che ha avuto la forza di scrivere brani in cui ha descritto la sofferenza e il dolore vissuti da un'intera generazione. Di Matteo Salvatore si è parlato tanto, le sue canzoni vengono cantate in ogni rassegna o serata di musica popolare, ma il suo messaggio - molto profondo - non può essere dimenticato.

Basta scorrere le cronache dei Tg e appuntare nella mente le immagini di braccianti mal pagati, morti assurde nei campi, per capire che il "mondo" di Matteo Salvatore" è purtroppo ancora vivo. Il dolore e la rabbia che la sua voce esprimeva non sono fuori luogo anche nel 2015, a dieci anni dalla sua scomparsa. E ancora prima di questa nostra generazione "così attenta" ai messaggi dei suoi testi (ma siamo sicuri che tutti li considerino per la loro vera essenza o è una moda del momento saper canticchiare rime delle sue ballate?).

Oggi quei brani sono ancora "colonna sonora" di un mondo dove esistono schiavi e oppressi sul lavoro, dove fiumi di migranti solcano il mare in cerca di un futuro migliore. Lui lo aveva scritto e cantato con molti anni di anticipo. Figlio di quell'Italia che usciva dalla Seconda Guerra Mondiale in cerca di un mondo diverso e che invece si trovava ancora costretta a subire angherie di ogni genere. Come i nuovi schiavi dei campi di oggi e i passeggeri delle "carrette del mare". E' questo il messaggio artistico dell'uomo Matteo Salvatore. Per conoscerlo o capirlo non basta strimpellare o cantichiare frasi delle sue canzoni. Occorre entrare nel suo io. Quello dell'uomo che ha firmato anche la colonna sonora dei nostri giorni...

Venerdì, 21 Agosto 2015 14:46

Le minoranze linguistiche di Capitanata ancora protagoniste

Torna on line il "Folklore d'Italia", la rivista ufficiale della Federazione Italiana Tradizioni Popolari di cui fa parte anche il nostro Centro Studi. Con un viaggio speciale tra le iniziative e gli spazi del Museo delle arti e delle tradizioni popolari di Roma con la mostra “L’Italia dalle molte voci” dove sono allestiti anche momenti di cultura franco-provenzale e "arbëreshë" (le minoranze linguistiche della Capitanata). E poi approfondimenti e agenda dei prossimi appuntamenti della Fitp in Italia e nel mondo.

L'ultimo numero del "Folklore d'Italia" (scaricalo qui)

Martedì, 18 Agosto 2015 14:07

San Marco la Catola, torna la "Giostra della Jaletta"

Sette i rioni che il 20 agosto a San Marco la Catola disputeranno la tradizionale Giostra della Jaletta, torneo equestre, che ruota attorno ad una tinozza di legno a doghe con al di sotto una fessura ad anello: la jaletta. Per l’occasione si affrontano quattro cavalieri per ogni rione (Vall Saccon, Via Nov d Sott, Stanca Cavall, U Giardin, Sant Lorenz, Port’ammont e Port’abbasc) nel tentativo di infilare la verga nella fessura posta sotto la jaletta, che, riempita d’acqua, è appesa ad una fune tra due balconi. Ogni volta che un cavaliere, nel tentativo di infilare la verga nella Jaletta, si rovescia addosso il secchio pieno d’acqua, si scatena l’ilarità del pubblico e delle tifoserie; quando invece riesce nell’impresa, riceve dei premi ed un punteggio a seconda dell’andatura del cavallo: 5 punti per il galoppo, 3 punti per il trotto e 1 punto per il passo. Va da che più veloce è l’andatura e minore è il rischio di bagnarsi. Il punteggio viene assegnato da una giuria tecnica composta da un numero variabile di componenti. Alla fine della Giostra risulterà vincitore il rione che avrà totalizzato il maggior numero di punti. Un annunciatore dirige le movenze della gara e le commenta in dialetto, appellando i cavalieri con i loro soprannomi e prendendo in giro quelli più maldestri. Appuntamento alle ore 16, sotto le mura del Palazzo Ducale Sfilata; alle ore 19, finale e spettacoli vari con: gli Sbandieratori "Federiciani" di Lucera, i buttafuoco, giocolieri e trampolieri dell'Associazione "Liu.Bo" di Lucera, il Gruppo danza medievale di San Marco La Catola, la Compagnia del Circo Squilibrato di Venezia. L'evento è organizzato dall'Associazione "Giostra della Jaletta".

Domenica, 16 Agosto 2015 04:03

Monteleone di Puglia, ecco il sound di Enzo Avitabile

Ci sono Enzo Avitabile e la sua "black tarantella" il 16 agosto a Monteleone di Puglia (piazza Municipio, ore 22). Un concerto suggestivo e coinvolgente: il particolare sound del musicista partenopeo, il sax, le sonorità “soul-blues” e il trascinante ritmo delle percussioni dei Bottari di Portico animeranno una serata unica, all’insegna del cortocircuito tra antico e moderno. Al fianco di Avitabile come sempre, “I bottari di Portico”, originale ensemble della provincia di Caserta, band che ripropone i suoni ancestrali, le musiche e gli strumenti dell’antica tradizione contadina campana, risalente al XIII secolo. come botti, tini e falci - trasformati in percussioni.

Mercoledì, 12 Agosto 2015 11:46

Carpino, dagli Usa per ripercorrere le sue origini

Consegnato dal sindaco di Carpino, Rocco Manzo​, un piccolo riconoscimento a Dominick Daddetto​ come premio per la sua perseveranza nel ricercare le sue radici. Dominick è un ragazzo di 21 anni che vive nel New Jersey e da piccolo è sempre stato curioso di quel paesino italiano dal quale suo bisnonno emigrò a inizio '900. La notizia è stata messa online dal blog "Amara terra mia".

Poche erano le informazioni che aveva trovato nella sua famiglia, ormai radicata in USA, ma grazie ai social network Dominick è riuscito a "ritrovare il filo", riuscendo addirittura a imparare il dialetto carpinese (anche grazie a Tonino Trombetta​). Da pochi giorni Dominick è in visita a Carpino con i suoi genitori, sorpreso dell'immensa bellezza e varietà del Gargano.

Intervista a Dominick Daddetto (il video) clicca qui

Lunedì, 10 Agosto 2015 06:18

A Deliceto c'è il Festival del folklore con dodici gruppi

Anche quest'anno Deliceto si prepara ad aprire le porte al Folk Festival organizzato dal Gruppo folklorico “Skarìa”, rassegna ormai giunta alla quarta edizione. Ben 12 gruppi folklorici, 500 tra musicisti e ballerini, provenienti dalle varie regioni del sud, che quest’anno animeranno il Folk Festival: G.F. “Antica Vescia” di Castelforte (Latina), G.F. “Pizzeche & Muzzeche” di Vieste (Foggia), G.F. “F’st’nidd” di Lavello (Potenza), G.F. “I Guje” di Guglionesi (Campobasso), G.F. “La Frattese” di Ausonia (Frosinione), G.F. “Lu Chicchirichì” di Viggiano (Potenza), G.F. “Agnone” di Agnone (Isernia), G.F. “Fontanavecchia” di Casalduni (Benevento), G.F. “Re Pambanelle” di Bitonto (Bari), G.F. “Le Due Torri” di Miranda (Isernia), G.F. “Aterranesi” di Montoro (Avellinio), G.F. “Lapecheronza” di Ruvo di Puglia (Bari).

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