La tarantella delle donne veniva ballata soltanto dal gentil sesso in coppia o da sole; ancora oggi, soprattutto nell'entroterra garganico, in alcune occasioni le donne ballano questa danza, secondo l'antica tradizione. Di solito la danza avveniva al chiuso nelle mura domestiche o in altre parti, sempre in assenza di uomini. Il ballo avveniva al ritmo dell'accompagnamento musicale del tamburo o delle castagnole; solitamente veniva eseguita durante la stagione estiva. La tradizione lega la tarantella di sole donne ai rituali femminili fatti in occasione di particolari festività: tra questi si ricorda in modo particolare la festa di San Giovanni, durante la quale alcuni riti venivano eseguiti per propiziare il matrimonio delle ragazze. Le donne danzavano in cerchio; appena si creava un giusto clima una o due di loro si portavano al centro ed iniziavano a disegnare la propria tarantella, a piedi scalzi e a volte in sottana. Il ballo andava sempre più crescendo coinvolgendo tutte le donne, le quali, in alcuni momenti, cantavano anche strofe del repertorio maschile. Ballare senza scarpe e in sottana e cantare strofe maschili era segno di ansia di liberarsi da inibizioni, manifestando l'erotismo represso. Non solo, ma i racconti degli anziani ricordano, ancora oggi, come in passato la tarantella veniva ballata completamente nudi.