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Tradizioni religiose a San Severo
Madonna del Soccorso
Sant'Antonio Abate
Madonna delle Grazie
Madonna del Carmine
Vergine del Rosario
San Rocco
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I riti del Venerdì santo

 

Tra le tante tradizioni conservate a San Severo, meritano particolare menzione i riti, di età tardo-barocca, del Venerdì Santo. Introdotti nel paese in seguito alla dominazione spagnola, così come tutti i riti pugliesi della Settimana Santa, a San Severo si manifestano in seguito alla devastante epidemia colerica che colpì la cittadina nel 1837, diventando struggente immagine della continua necessità di celebrare, e allo stesso tempo esorcizzare, il dolore  e la morte. All’alba del Venerdì Santo, tre processioni prendono inizio dalla Chiesa della Pietà, dopo che i Confratelli sono stati svegliati dal suono della “Taròcela”, un tradizionale strumento in legno, usato anche per la santa messa “In Coena Domini” del Giovedì Santo al posto della “campanella”. L’Arciconfraternita dell’Orazione e Morte di N.S.G.C. porta il simulacro della Madonna Addolorata, che indossa abito e manto neri, sul capo una corona d’argento e una spada conficcata nel petto. I confratelli indossano un saio nero con cappuccio, ripiegato sulle spalle. L’Arciconfraternita del Rosario conduce invece la statua di Gesù flagellato, indossando un saio bianco con cappuccio posto sul capo, che non lascia intravedere i volti dei confratelli. Infine l’Arciconfraternita del Soccorso conduce a spalla una pesante croce di legno. Il portatore della Croce, un penitente, detto “Cirenèo”, è vestito con un saio bianco, con il volto coperto dal cappuccio, procede scalzo e la sua identità, sconosciuta  a tutti , è nota solo al Rettore del Santuario del Soccorso. Giunti a Piazza Castello, si tiene l’Incontro, il commovente momento in cui i simulacri dell’Addolorata e di Gesù alla colonna corrono l’uno verso l’altra fino ad essere separati dalla pesante croce nera che è issata tra le statue. Viene quindi cantata la tradizionale “Canzoncina dell’Addolorata” da un gruppo di bambini. Al termine della processione la Statua della Madonna, riportata nella Chiesa della Pietà, viene scesa dalla pedana, svestita dell’abito ricco della processione e rivestita con un abito nero, ma più dimesso. Privata della Corona d’Argento e col capo coperto da un velo, viene esposta ai fedeli per la funzione della “Desolata”. Subito dopo il simulacro viene poggiato sul gradino più alto dell’altare maggiore e qui i fedeli, uno alla volta, si inginocchiano dinanzi all’Addolorata per porgerle “le condoglianze”, baciandole la mano. Un rito struggente, questo del Bacio, che si protrae fino a tarda sera.

La sera del Venerdì Santo prende inizio la processione del Cristo Morto, all’interno di un’urna in vetro, e dell’Addolorata della Chiesa di Santa Lucia, dove entrambe rientrano alla fine della processione per la cerimonia della deposizione.