|
Riti. Misteri. Quelli della Settimana Santa sono un crogiuolo di passione, fede e tradizione. Capaci di coinvolgere, emozionare, rapire. La Capitanata vive questi grandi momenti di religiosità frammista a consuetudini vecchie di secoli con momenti unici, quando l’uomo ripercorre gli ultimi giorni della vita terrena di Cristo. questo avviene attraverso diversi appuntamenti religiosi, quali la riproposizione delle processioni del Venerdì Santo, tra le più suggestive ci sono quelle di San Severo e Vico del Gargano, oppure il rituale delle “Fracchie a San Marco in Lamis o le trasposizioni sceniche della Via Crucis a Troia e Roseto Valfortore.
C’è tutto questo nell’universo di culture popolari che ruotano attorno ai tanti eventi previsti nel Foggiano durante la Settimana Santa. Si tratta di momenti di purificazione, vissuti dalla popolazione in diverso modo: ad esempio a San Severo i penitenti seguono la processione dell'Addolorata indossando tonache nere, come l'abito della Madonna, oppure abbigliati di bianco acompagnano il Cristo flagellato e il Cireneo, l'uomo che, per espiare i propri peccati e quelli dell'intera umanità, porta sulle sue spalle la Croce di Cristo. Le tante funzioni religiose celebrate il Venerdì Santo sono cariche di pathos, ben visibile durante gli incontri tra l'Addolorata e Gesù alla Colonna oppure il Cristo morto e deposto nella bara.
Figli di una cultura barocca che affonda le sue origini nei culti ispanici, i Riti della Settimana Santa restano un punto di forza della tradizione religiosa locale. Non c’è comunità che ne è priva, dal Gargano al Subappennino dauno attraversando il Tavoliere: ovunque c’è un rito, una processione, occasioni per intensi momenti di raccoglimento, riflessione e pentimento.
Un rapimento mistico nel coinvolgimento surreale di una piazza che attende silente e poi esplode nell’esclamazione per una Croce capace di innalzarsi tra la vita e la morte. Ma anche i pianti, le preghiere, i canti funebri di matrice popolare che tanto richiamano alla tradizione dei cantatori protagonisti dei funerali, ricorrenti sia nella tradizione pugliese ma anche in quella della Sardegna, con una paternità tutta mediterranea.
Di particolare intensità i Sepolcri del Giovedì Santo, quando i fedeli, pellegrini, visitano le Chiese dove sono esposte le pianticelle di grano cresciute al buio e quindi bianche. Un pellegrinaggio pure questo muto, fatto di passione e che ora pervade i giovani forse attratti dalla voglia di stare insieme, di procurarsi un’esperienza diversa da quella vissuta nella quotidianità delle altre serate. Un fenomeno culturale forse poco religioso ma che comunque merita attenzione e studi approfonditi.
Riti che diventano pure momento di promozione per il territorio. Sono sempre più numerosi i visitatori che, nella Settimana Santa, raggiungono la Capitanata per fare incetta di emozioni speciali. Accade per le processioni e le rappresentazioni della Crocifissione, ma che trova la sua punta d’iceberg nelle “Fracchie” di San Marco in Lamis: decine di migliaia le persone che ogni Venerdì Santo raggiungono il centro garganico per accalcarsi lungo il percorso delle torce infuocate. Sono i “Misteri” di Capitanata. |