carlantini
Venerdì, 09 Maggio 2014 14:42

Il Matrimonio

Matrimonio celebrato nel 1919

In tempi passati, l’uomo e la donna arrivavano a convogliare a giuste nozze, dopo una serie di attese, ammiccamenti, sguardi, colloqui. Il primo passo era individuare la propria compagna o il proprio compagno di vita: poi, per mesi e mesi, l’uomo aspettava che la donna decidesse cosa fare; nel caso di risposta positiva iniziava un lungo corteggiamento da parte dell’uomo, fino al momento in cui si pensava all’ambasciata, ossia alla proposta ufficiale di matrimonio, che veniva portata alla famiglia della ragazza.
Allora il desiderio nei giovani di metter su famiglia avveniva il più presto possibile: già all’età di quindici o sedici anni, ragazzi e ragazze erano pronte ad affrontare un matrimonio ed a metter su famiglia; solitamente per le femmine questa era l’età giusta, ormai avevano imparato tutti i segreti dell’attività domestica e sapevano come accudire figli e marito; i maschi avevano terminato il servizio militare, avevano raggiunto una certa maturità e avevano acquistato una maggiore responsabilità. In molti casi i ragazzi volevano sposarsi , perché la vita in famiglia diveniva difficile da svolgersi, per mancanza di spazi nelle case, visto il numero elevato della prole. Le figlie minori, inoltre, affinavano tutte le arti e le astuzie per trovarsi un fidanzato e, scavalcare almeno in questo, le sorelle più grandi: le più piccole, infatti, dovevano aspettare che le altre si sposassero prima; alcune volte, esse erano costrette a scappare con il proprio fidanzato, compivano la cosi detta fuitina,

Matrimonio celebrato nel 1955

pur di non aspettare che le sorelle maggiori avessero contratto matrimonio.
La possibilità di incontro tra un ragazzo ed una ragazza erano molto limitate, anche
perché solitamente i primi trascorrevano le giornate a lavoro, soprattutto nei campi, le altre dovevano restare chiuse in casa, per aiutare le mamme nelle faccende domestiche: avevano la possibilità di uscire di casa soltanto la domenica, per recarsi a messa, ma sempre accompagnate dai famigliari oppure in caso di una festa; le ragazze non potevano neppure affacciarsi troppo al balcone o alla finestra, altrimenti si guadagnavano l’appellativo di sfacciate.


Tempi e modi di approccio tra lui e lei