La modernizzazione e la globalizzazione sono si segni di evoluzione, ma allo stesso tempo segnano la fine della tradizione e dei legami con il passato. Ed è proprio in questo momento che si sono interrotti numerosi mestieri, che un tempo gli abitanti della provincia di Foggia svolgevano per sopravvivere, in una realtà fatta di povertà e stenti, ma dove il lavoro diveniva momento di incontro, aggregazione e socializzazione.
Non mancavano attività svolte quotidianamente, per far fronte alle necessità primarie della vita giornaliera dei cittadini: l’acquaiolo, il lattaio, il venditore di ghiaccio, sono solo alcuni dei mestieri perduti, realizzati da individui che, ogni giorno, attraversavano il centro cittadino e si recavano di persona davanti alle abitazioni ad eseguire il proprio lavoro. Non mancavano botteghe all’interno delle quali numerosi artigiani svolgevano le loro attività e le insegnavano ai volenterosi apprendisti: il bottaio, il ramaio, il sellaro. Diverse attività artigianali erano svolte anche dalle donne, le quali, oltre a dedicarsi quotidianamente ai lavori domestici, pur restando in casa, svolgevano lavori, spesso in collaborazione con altri membri della famiglia: il ricamo, la sartoria, la tessitura erano incarichi femminili.

In strada

In bottega

L'artigianato femminile

 

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