carlantini
Sabato, 18 Febbraio 2017 12:47

Piccininno e il compleanno che non si può dimenticare

Le mani di Piccininno Le mani di Piccininno Foto di Vincenzo Pinto

Oggi Antonio Piccininno avrebbe compiuto 101 anni. Ma il vento inesorabile della vita l'ha strappato alla vita terrena, lasciando a noi tutti un tesoro di ineguagliabile bellezza e valore. Fatto di cultura, passione, dolore, amore per la sua Terra. Quella che lo ha segnato nel corso di un'esistenza costellata da tante vicissitudini. Picininno resta una figura straordinaria di questa cultura ancestrale qual è quella garganica. Fatta di storie e suoni che si perdono nella notte dei tempi, che affondano le loro origini in amori proibiti riproposti nei campi durante il lavoro o sulle aie della masserie al calare delle tenebre. Come di mistero resta attorniata la scomparsa del suo corpo, profanato da mani immonde che lo hanno strappato al dolore della famiglia e dei suoi "Cantori".

La sua musica e le sue parole continuano a essere icona di una tradizione "passionaria", fatta di musiche e canti arcaici. Ecco perché la sua festa non si è mai conclusa.. Come si susseguono le emozioni di quei sonetti che ha portato in giro per il mondo. Un anno fa eravamo tutti a Carpino per celebrarlo, a dedicargli un lavoro discografico nato e voluto dai suoi eredi per sublimare quella sua presenza per loro così vitale. Oggi sarebbero 101: ci piace pensare che li stia festeggiando. Perché "chi sonä e cantä no nmore màji".