carlantini
Gli appuntamenti
Giovedì, 13 Luglio 2017 12:55

Casalvecchio, per tre giorni capitale della cultura arbërëshe

Le comunità e le culture albanesi si incontrano a Casalvecchio di Puglia dal 14 al 16 luglio  alla “Festa della fratellanza arbërëshe”, manifestazione nazionale promossa dall’amministrazione comunale nell’ambito del progetto “Monti dauni: valorizzazione integrata delle eccellenze di carattere culturale, religioso, paesaggistico ed enogastronomico”, cofinanziato dall’Agenzia regionale del turismo Pugliapromozione. Prevista la presenza di comunità insediate in tutta Italia, in particolare in Calabria, Puglia, Sicilia, Molise e della stessa Albania, accompagnate da figure istituzionali di riferimento (gruppi folclorici, artisti, scrittori, conoscitori della cultura arbereshe, sindaci, personalità politiche e diplomatiche).

Il programma della manifestazione:

Venerdi 14: ore 10-12, accoglienza e sistemazione gruppi e ospiti presso ex scuola Celozzi, largo Santa Maria delle Grazie); ore 10.30, piazza Libertà, Casalvecchio L.A.B. “ricerca visiva di identità” (a cura del Centro studi Mecenate di Lucera, con la partecipazione dell’artista Salvatore Lovaglio); ore 13, piazza Libertà, Convivium di benvenuto; 16-17.30, piazza Libertà, stage di danze tradizionali dell’Albania del nord, a cura del Gruppo “Ansambli Mirdita”; ore 18-18.30, Centro polivalente Via Zhur, inaugurazione e apertura ufficiale della Vëllazëria: saluto ufficiale del sindaco e incontro con ospiti e istituzioni; ore 18.30, centro polivalente via Zhur, presentazione e incontro con l’autore del libro “U Kam adhe besën ” di Nico Zef Friolo, modera il giornalista Loris Castriota Skanderbegh, presenta Marisa Margherita, responsabile sportello linguistico di San Marzano di San Giuseppe (Taranto); ore 21, piazza Libertà, sfilata in costume; ore 22, piazza Ronca, cena buffet con esibizione dei gruppi.

Sabato 15: dalle ore 9, centro storico, estemporanea di pittura a cura di Graziella Calzone sul tema “Le radici arbëreshë: colori, sapori, profumi, folklore e tradizioni”, con la partecipazione di pittori italiani e albanesi; ore 10.30 raduno in piazza Libertà, tour delle Gjtonie, a cura di Atanasio Pizzi; esposizione e dimostrazione di lavorazione artigianale di ricamo; ore 16-17.15, piazza Libertà, stage di danze tradizionali dell’Albania del sud, a cura del gruppo "Zeri i Bilbilit"; ore 18, Centro polivalente Via Zhur, convegno su cultura e tradizioni arbëreshë con la partecipazione Atanasio Pizzi, Loris Castriota Skanderbegh, Pasquale Pazienza, Pierfranco Bruni: modera Antonello D’Arcangelo; ore 20.30, piazza Libertà, sfilata in costume; ore 21.30, parco Linda, laNotte delle vallje: canti e danze arbereshe con degustazione di prodotti locali e premiazione del concorso “Katundi i lulëzuer, Paese in fiore” e dell’estemporanea di pittura.
 
Domenica 16: ore 9.30, Castelnuovo della Daunia: visita alla chiesa di San Nicola, Santa Maria della Murgia, chiesa convento; Casalnuovo Monterotaro: visita alla chiesa Santa Maria della Rocca e alla torre di Monterotaro; ore 13, piazza Libertà, Convivium della fratellanza.
Lunedì, 15 Maggio 2017 22:57

Le erbe spontanee di Capitanata, ora c'è un manuale

"Erbe spontanee della Capitanata" è il manuale redatto da esperti del settore della Botanica applicata ed Etnobotanica che "La Gazzetta del Mezzogiorno" ha voluto regalare ai suoi lettori. Scritto da Rita Accogli, Maurizio Marrese, Piero Medagli (Edizioni Grifo).
Forse pochi conoscono le preziose proprietà di alcune piante spontanee che crescono nel territorio della provincia di Foggia. Fino alla metà del 1800, le erbe spontanee erano una risorsa alimentare importante per le popolazioni rurali. Le famiglie contadine, conoscevano bene questa risorsa, e nella stagione propizia, soprattutto nei periodi piovosi, andavano alla ricerca del pranzo quotidiano. Figura fondamentale era il cosiddetto "terrazzano", colui che si dedicava alla ricerca di tutto ciò che offriva il territorio. Cicorie e papaveri, ortiche e malva, crescioni e tarassaco, si rivelano, oggi come allora, ottimi ingredienti per minestre, frittate, risotti utili per una sana e gustosa alimentazione. Ancora oggi, in molti paesi della Capitanata, le erbe selvatiche, vengono preparate come misto denominato, a seconda dei distretti, "fòje ammísche", "fógghie mist". Così come è ancora possibuile trovare nei mercati rionali anziani (perlopiù donne) intente alla vendita delle erbe spontanee.
Leggere questo manuale, è inoltre un'occasione per dedicarsi alla ricerca e alla raccolta di erbe, osservarne le varietà e la bellezza e rispettarne la biodiversità. È questo un modo per consentirle di esistere, è un regalo che facciamo a noi stessi ma soprattutto a chi verrà dopo di noi.

Mercoledì, 03 Maggio 2017 20:47

A San Severo con "Matteo Salvatore incontra i Cantori di Carpino"

Una fusione di sound con “Matteo Salvatore incontra i Cantori di Carpino”. Una serata tutta da cantare quella in programma il prossimo 13 maggio, presso le Cantine d’Araprì di San Severo (ore 20, via Di Troia, zona porta S.Marco). Un concerto ideato da Matteo Grifa, dall'Associazione “Cantori di Carpino” e dal Centro studi tradizioni popolari “Terra di Capitanata” di San Severo. Un “viaggio” senza precedenti con la musica e la vita del cantastorie di Apricena e del gruppo di riferimento della tradizione popolare garganica che attinge la sua storia dai maestri Andrea Sacco, Antonio Maccarone e Antonio Piccininno. Una sinergia artistica per scoprire il vero volto degli Uomini Artisti troppo spesso dimenticato dall'entusiasmo musicale.
Il tutto in una location senza eguali quali sono le Cantine D'Araprì. E qui che i Cantori e Matteo Salvatore si incontreranno idealmente per mettere insieme esperienze, drammi e genialità di una generazione che, nella musica, trovò stimoli importanti per superare momenti difficili. «Esperienza di fondamentale valena culturale, direi – commenta Nicola Gentile, leader dei Cantori di Carpino –, nata e messa insieme artisticamente con Matteo Grifa. La musica popolare non ha confini, trova sistemi, sinergie speciali, ancora più quando si fa riferimento a icone come i “vecchi maestri Cantori” e Matteo Salvatore». «C'è stata subito affinità di vedute su questo progetto – aggiunge Grifa – grazie anche alla versatilità dei Cantori, ultima generazione di una grande “famiglia” di artisti di cui raccolgono l'eredità. Lo spettacolo allestito è la conferma di quanto questo connubio sia ancora vivo e attuale».
Percorso destinato a trovare nuovi spazi. «Sicuramente è la prima di una lunga serie di tappe – ribadisce Gabriele Falcone, presidente del Centro studi “Terra di Capitanata” - in programma per l'estate alle porte. Ma sono allo studio anche spettacoli per gli studenti: elemento indispensabile per portare la cultura popolare della nostra Terra tra i banchi di scuola. Solo così quest'arte riuscirà a essere tramandata alle nuove generazioni. Un compito che ci vede da anni in prima linea e che ora trova nuovo sostegno dai Cantori di Carpino e Matteo Grifa» Partner dell'evento sono le Ferrovie del Gargano, che, da tempo, hanno abbinato la propria immagine alla tradizione popolare di Carpino.
Per lo spettacolo è necessario munirsi di invito. Per informazioni sulle modalità di ingresso rivolgersi a CDP Service (corso Gramsci, 20 – San Severo, tel. 0882375761) oppure a Gastronomia Porta San Marco (via San Matteo, 50 – San Severo) che allestisce la cena-degustazione a fine concerto.
Sabato, 29 Aprile 2017 21:29

La Cavalcata degli Angeli, momento di fede e folklore

Anche quest'anno si è rinnovato il tradizionale appuntamento con la Cavalcata degli Angeli che si svolge il giorno prima della solennità della Madre di Dio Incoronata di Foggia. Anche nell’edizione di ieri, che si aggiunge alla plurisecolare manifestazione di devozione verso la Madonna Nera, migliaia di persone hanno assistito alla parata di scenografici carri addobbati in suo onore e popolati da figuranti in costume nonché di pellegrini i quali tra canti e preghiere hanno compiuto con essi tre giri attorno al santuario e al vastissimo ed antistante piazzale a “L”.

La Cavalcata degli Angeli trova la sua ragion d’essere nel prodigioso episodio per cui, secondo la tradizione, all’alba dell’ultimo sabato di aprile dell’anno 1001 (più di mille anni fa) la Vergine Maria Incoronata apparve su una quercia al Conte di Ariano Irpino impegnato in una battuta di caccia nel bosco circostante e a cui raccomandò la costruzione di una cappella in suo onore assicurando le grazie a chi l’avesse pregata in quel luogo. Vi fu anche una Cavalcata di Angeli che posero tre corone sulla testa della Madre di Dio che perciò fu detta Incoronata. Tale apparizione mariana, col contemporaneo ritrovamento della relativa statua, interessò anche il pastore Strazzacappa, che aveva visto nello stesso luogo i suoi buoi inginocchiati ed in seguito al prodigio trasformò la sua caldarella in lampada votiva ad olio e la appese alla medesima quercia.

Alla Cavalcata degli Angeli hanno preso parte numerosi devoti della Madonna Incoronata provenienti da diversi comuni della provincia di Foggia, della Puglia, della Basilicata, dell’Abruzzo e Molise. Al termine della scenografica e religiosa parata sono state aperte ai fedeli le porte della Basilica Santuario dove si è celebrata la S. Messa ed è stato possibile rendere omaggio alla celebre statua della Madre di Dio Incoronata.

Domenica, 02 Aprile 2017 21:26

I Cantori di Carpino ambasciatori della cultura pugliese a Milano

Ambasciatori della musica popolare pugliese. Riconoscimentio importante per i Cantori di Carpino che, insieme all’Orchestra Notte della Taranta, parteciperanno all’evento “One Night in Puglia”, in programma a Milano il 3 aprile, nell’ambito della BIT – Borsa Internazionale del Turismo – Edizione 2017. Un appuntamento dedicato agli imprenditori pugliesi e buyer internazionali del turismo, presenti nel capoluogo lombardo in occasione dell’evento fieristico tra i più importanti del calendario internazionale. Concerto alle ore 21.30 (Arome Lifestyle Event Fashion Food, via Melloni 9: una fusione tra la tarantella garganica e la pizzica salentina in un sound unico, quello della tradizione di Puglia.
Una esperienza di spessore per il gruppo musicale di riferimento della cultura popolare garganica, erede della tradizione dei maestri Andrea Sacco, Antonio Piccininno e Antonio Maccarone. Melodie e parole nel solco dello “stile alla carpinese” che, da decenni, i musicisti garganici portano in giro in Italia e all’estero. «Negli ultimi anni — commenta Nicola Nicola Gentile –, la formazione ha registrato cambiamenti, ricambi generazionali perlopiù, ma la musica è rimasta la stessa. Pura. La musica che suoniamo è stata tramandata da trecento anni a questa parte e noi giovani l’abbiamo saputa conservare così com’è nata». Un percorso fatto da tanti momenti e progetti. «Oserei dire non solo musica – aggiunge Gentile – sebbene resti la nostra principale attività di ricerca. Stiamo puntando la nostra attenzione sulla cultura popolare che rende il nostro territorio uno scrigno indescrivibile di ricchezze. Un percorso che va dalla liuteria, e quindi l’artigianato, ai mestieri, alla letteratura orale che i nostri “padri maestri” ci hanno lasciato e su cui stiamo intensificando i nostri impegni. Suonare è importante ma è anche necessario capire e tutelare il mondo in cui questa arte ha avuto la sua genesi e si è sviluppata».
Ora l’ennesima esperienza di qualità in un contest di straordinaria importanza qual è la Bit. «Una vetrina importante – conclude Nicola Gentile – per noi e l’Orchestra Notte della Taranta. Ma anche un compito delicato, convinti che l’incarico affidatoci rappresenti un momento di straordinaria importanza per la Puglia e il Gargano».
Per partecipare all’evento è necessaria l’iscrizione cliccando su www.onenightinpuglia.eventbrite.it.
Venerdì, 31 Marzo 2017 19:09

Casalnuovo, un'altra ricerca sulla cultura arbëreshë

"Riscopriamo le nostre radici arbëreshë" è il titolo del libro scritto da Michele Boccamazzo e realizzato dall’Istituto comprensivo "Mandes" di Casalnuovo Monterotaro nell'ambito di un progetto finanziato dalla Regione Puglia. Il lavoro editoriale è stato presentato dall'autore nel corso di un convegno. Ai lavori sono intervenuti anche Michele Presutto, docente nella scuola media di San Paolo Civitate, che ha ricordato l’emigrazione casalvecchiese in America tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900; l’ex sindaco Giuseppe Beccia, cultore di lingua e tradizioni albanofone; Mario Massaro, autore del "Dizionario comparato delle parlate arbereshe di Casalvecchio e Chieuti" e responsabile dello sportello linguistico comunale di Casalvecchio, il cui toponimo albanofono è Kazallveqi. Il convegno è stato animato da canti e danze popolari eseguite dal Gruppo folcloristico della scuola media diretto dalla docente Adele Pietropaolo.
Venerdì, 17 Marzo 2017 10:28

Carpino, undici anni fa la scomparsa di Andrea Sacco

Undici anni fa la scomparsa di Andrea Sacco, uno dei tre patriarchi della musica popolare garganica insieme ad Antonio Piccininno e Antonio Maccarone. Era il 17 marzo 2006 e il Gargano perdeva una delle sue anime più genuine nel campo della cultura, quella fatta di melodie e parole ancestrali legate alla "montagna del sole". La sua figura bene viene tratteggiata sul sito dei Cantori di Carpino che, dei tre maestri, hanno raccolto l'eredità artistica:

Ha eseguito sin da adolescente le serenate che costituiscono una parte rilevante del patrimonio musicale garganico. Uno dei suoi sonetti più famosi, 'Accomë j’eia fa’ p’ama ’sta donnë', fu lanciato nel 1972, con il titolo improprio di 'Tarantella del Gargano', dalla Nuova Compagnia di Canto Popolare e da allora ha conosciuto innumerevoli versioni. Arguto e imprevedibile, geniale e sregolato come un vero artista e incantatore, come ogni uomo destinato al successo, nel corso degli anni, ha guidato altre due formazioni di cantori di Carpino esibendosi sia in Italia che all’estero. Nel 2000, insieme ad Antonio Maccarone e Antonio Piccininno, ha preso parte al documentario “Chi ruba donne” dedicato dal regista Maurizio Sciarra alla musica tradizionale del Gargano. Il documentario contiene la sua più famosa tarantella 'Donna che stai affacciata alla finestra', conosciuta anche come 'Garofano d’ammore', composta quando faceva la corte alla ragazza che sarebbe diventata sua moglie".

Mercoledì, 22 Febbraio 2017 21:27

A Motta Montecorvino c'è il Carnevale delle tradizioni

C'è il Carnevale delle tradizioni il 25 febbraio a Motta Montecorvino, in provincia di Foggia. dalle ore 17, tutti in piazza e nelle vi del paese per darsi appuntamento con gli "sciambule" (il canto a dispetto), la "maschera" (teatro mottese) e la "giostra" . Per le vie del paese si potrà dunque ascoltare la melodia dei "Sciambule" e la goliardia della Maschera per poi ritrovarsi nella Giostra tra quadriglie e balli. La giornata volgerà al termine in serata nella piazza della Chiesa Madre con un falò acceso per salutare l’inverno e accoglieremo la nuova stagione" degustando prodotti tipici e ascoltando musica tradizionale. All'evento, organizzato dall'Associazione "Quattromuravive", parteciperanno gli alunni dell’Istituto comprensivo di Motta Montecorvino che si esibirano nella “Maschera” dei Quattro Elementi.
 
Gli Sciamboli, infatti, sono canti popolari che prendono il nome da una rudimentale altalena ricavata da un solido pezzo di legno, legato con due funi alle pareti della casa o agli stipiti della porta dell'uscio. I cantori erano disposti spalla contro spalla, uno di essi dava una spinta con il piede all'altalena, facendo assumere al canto una nuova forma musicale. Erano canti in rima, con cui le donne, raccontavano i loro sentimenti, amori, speranze, a metà strada tra poesia e licenziosità.
 
Oggi, grazie al lavoro di studiosi e appassionati della cultura popolare, si è potuto fare un lavoro di recupero che altrimenti si sarebbe perso nella memoria di quei pochi anziani che ancora ne custodiscono la tradizione.
Sabato, 18 Febbraio 2017 12:47

Piccininno e il compleanno che non si può dimenticare

Oggi Antonio Piccininno avrebbe compiuto 101 anni. Ma il vento inesorabile della vita l'ha strappato alla vita terrena, lasciando a noi tutti un tesoro di ineguagliabile bellezza e valore. Fatto di cultura, passione, dolore, amore per la sua Terra. Quella che lo ha segnato nel corso di un'esistenza costellata da tante vicissitudini. Picininno resta una figura straordinaria di questa cultura ancestrale qual è quella garganica. Fatta di storie e suoni che si perdono nella notte dei tempi, che affondano le loro origini in amori proibiti riproposti nei campi durante il lavoro o sulle aie della masserie al calare delle tenebre. Come di mistero resta attorniata la scomparsa del suo corpo, profanato da mani immonde che lo hanno strappato al dolore della famiglia e dei suoi "Cantori".

La sua musica e le sue parole continuano a essere icona di una tradizione "passionaria", fatta di musiche e canti arcaici. Ecco perché la sua festa non si è mai conclusa.. Come si susseguono le emozioni di quei sonetti che ha portato in giro per il mondo. Un anno fa eravamo tutti a Carpino per celebrarlo, a dedicargli un lavoro discografico nato e voluto dai suoi eredi per sublimare quella sua presenza per loro così vitale. Oggi sarebbero 101: ci piace pensare che li stia festeggiando. Perché "chi sonä e cantä no nmore màji".

Sabato, 11 Febbraio 2017 21:56

Apricena, Renato Marengo rende omaggio a Matteo Salvatore

«Un omaggio dovuto, all'artista e all'uomo. Una tappa necessaria nel mio viaggio che mi ha portato sul Gargano, a Carpino». Così Renato Marengo, giornalista, critico musicale e produttore discografico che, questa mattina, su invito di Terra di Capitanata, ha fatto tappa nel cimitero di Apricena per recarsi sulla tomba monumentale del cantastorie Matteo Salvatore voluto anche dal nostro Centro Studi«Ho avuto il piacere e il privilegio di intervistarlo per la Rai - aggiunge Marengo - ed è stato un interessante momento di conoscenza che mi ha dato la possibilità di interfacciarmi con un artista unico nel suo genere, capace di fondere le esigenze sociali con la rabbia della sua generazione».
Il giornalista - che ha prodotto nomi di rilievo della musica popolare italiana come la Nuova Compagnia di Canto Popolare, Eugenio Bennato e Teresa De Sio - ha anche un altro motivo che lo lega alla figura di Matteo Salvatore. Suo figlio, Davide Marengo, è il regista di "Craj", il film che racconta di un viaggio nella musica popolare pugliese, con particolare attenzione a Matteo Salvatore e ai Cantori di Carpino«E' vero - conclude Marengo -: con mio figlio parliamo spesso di Matteo Salvatore e del suo messaggio artistico. Sarebbe interessante valorizzarne il messaggio culturale».
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>
Pagina 1 di 32